Sei a dieta perenne ma non dimagrisci di un etto: colpa del metabolismo ”inceppato” che non ti fa smaltire la ciccia. La soluzione, però, c’è ed è facilissima

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Si chiama ”la dieta dei 7 ormoni” e sta facendo furore. Perché questa dieta – che è tutta scritta nell’omonimo libro (Sperling & Kupfer) – aiuta chiunque a dimagrire. Specialmente coloro che non sono mai riusciti nell’intento.

Dal primo al terzo giorno

No: carne e alcol.

Sì: ortaggi, lenticchie e legumi di tutti i tipi, frutta secca, semi, merluzzo, salmone, sgombro, sardine, frutti di mare, pollo e uova.

Il motivo. Un eccesso di estrogeni procura all’organismo uno stato di infiammazione che ostacola il dimagrimento. Tra le cause più comuni, un eccessivo consumo di carne.

Dal quarto al sesto giorno

No: zucchero bianco e di canna, miele, agave, sciroppo d’acero e ketchup.

Sì: patate dolci, zucca, quinoa, frutti di bosco, olive, avocado, cavolo, tarassaco, spinaci, bietole.

Il motivo. Una quota elevata di insulina fa aumentare gli estrogeni e il testosterone. Come risultato si sviluppa una insulino-resistenza, che ostacola il dimagrimento perché la sazietà non si manifesta e si ha di nuovo fame anche se si è mangiato da poco. Non solo: il fegato trasforma lo zucchero in adipe e si mette su peso.

Dal settimo al nono giorno

No: alcol, patate, pomodori, melanzane e peperoni.

Sì: carciofi, crauti, germogli di erba medica, piselli, broccoli, zucca e carote.

Il motivo. La leptina viene prodotta nelle cellule adipose e invia un segnale di sazietà mentre si mangia. Se si è in sovrappeso, però, le cellule adipose la producono in eccesso e i recettori vanno in tilt. Risultato: non ci si sente mai sazi.

Dal decimo al dodicesimo giorno

No: caffè, tè nero, tè verde, bevande gasate ed energetiche.

Sì: legumi, verdure, acqua calda con limone e pepe di Cayenna, acqua calda con cardamomo e infuso alle erbe, spinaci, bietole.

Il motivo. Troppi caffè e uno stress cronico possono far aumentare il cortisolo. Quando questo ormone è in eccesso si diventa irritabili ed è più difficile controllare il peso. Il motivo? Aumenta il picco glicemico che, quando si abbassa, ti fa sentire affamata. Qui i consigli per la tavola, ma occorre risolvere anche il problema dello stress.

Dal tredicesimo al quindicesimo giorno

No: pane, cereali per la colazione, frumento, segale, orzo, avena, miglio, riso, farro, würstel, salumi, senape, besciamella, birra, spezie.

Sì: cavolo riccio, broccoli, lattuga, frutti di mare, pollame e uova bio.

Il motivo. Gli ormoni tirodei condizionano il metabolismo, i livelli di energia, il peso, l’umore. C’è un legame fra queste sostanze e il glutine contenuto nei cereali: chi ha una funzione tiroidea lenta dovrebbe eliminare il glutine che in molte casi provoca gonfiore e un aumento di peso.

Dal sedicesimo al diciottesimo giorno

No: latte, formaggio, burro, kefir e yogurt.

Sì: crostacei, pesci, carne, uova, semi, legumi, latte di mandorle, latte di cocco, latte di canapa.

Il motivo. Insieme al cortisolo, l’ormone della crescita determina quanto grasso si accumulerà su pancia e fianchi. Il suo livello può salire molto con il consumo di latticini.

Dal diciannovesimo al ventunesimo giorno

No: prodotti che contengono ftalati e parabeni; recipienti di plastica per conservare o cucinare.

Sì: cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles, timo, cumino, aneto, curcuma, origano, rosmarino.

Il motivo. Alcune sostanze chimiche, come il bisfenolo A, i parabeni e gli ftalati che trovi nei prodotti per l’igiene personale e della casa aumentano i livelli di testosterone responsabile del blocco del metabolismo. Il reset serve a eliminare le tossine accumulate.

Sono passate 3 settimane e hai perso peso, oltre ad aver ripulito il tuo corpo. E ora? È arrivato il momento di reintrodurre gradualmente gli alimenti eliminati.

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